WHISTLEBLOWING

Whistleblowing è l'attività di regolamentazione delle procedure volte a incentivare e proteggere le segnalazioni di condotte illecite di cui il soggetto sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro o di collaborazione Ai fini della disciplina del whistleblowing, per ''dipendente pubblico'' si intende il dipendente delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001, ivi compreso il dipendente di cui all'articolo 3, il dipendente di un ente pubblico economico ovvero il dipendente di un ente di diritto privato sottoposto a controllo pubblico ai sensi dell'art. 2359 del codice civile.

Da sottolineare il fatto che gli illeciti non si riferiscono solo alla categoria dei delitti contro la Pubblica Amministrazione, bensì a tutte le situazioni in cui si riscontri un abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati, es. sprechi, conflitti di interesse non dichiarati, nepotismo, ripetuto mancato rispetto dei tempi procedimentali, assunzioni non trasparenti, irregolarità contabili, false dichiarazioni, violazioni delle norme sulla sicurezza sul luogo di lavoro.

COME SEGNALARE UNA CONDOTTA ILLECITA (WHISTLEBLOWING)

Il Comune di Vado Ligure mette a disposizione un modulo per la redazione della segnalazione che può essere inviato:

  • tramite e-mail: anticorruzione@comune.vado-ligure.sv.it
  • a mezzo del servizio postale o tramite posta interna. In questo caso la segnalazione dovrà essere contenuta in busta chiusa, senza indicazione all’esterno del mittente, inoltrata al Segretario generale del Comune di Vado Ligure con la dicitura RISERVATA PERSONALE

Le segnalazioni sono raccolte cronologicamente in apposito registro riservato e custodite con modalità che ne garantiscano l’integrità e l’anonimato. La segnalazione non   può essere oggetto di accesso di estrazione di copie da parte dei richiedenti. La procedura adottata è conforme alle direttive contenute nell’art. 54 bis  D.Lgs n. 165/2001 come modificato dalla Legge n. 190/2012 e dalla Legge n. 179/2017.Tutte le segnalazioni ricevute – purché non anonime – sono sottoposte a istruttoria e definite nel termine di 30 gg. dalla loro ricezione. 

Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), sulla base di una valutazione dei fatti oggetto della segnalazione, può decidere, in caso di evidente e manifesta infondatezza, di archiviare la segnalazione.

Nel caso, invece, che dall'istruttoria emergano elementi di non manifesta infondatezza del fatto segnalato, il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT)  inoltra la segnalazione, in relazione ai profili di illiceità riscontrati, ai soggetti terzi competenti – anche per l'adozione dei provvedimenti conseguenti.

APPLICAZIONE INFORMATICA ANAC

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), con un Comunicato del Presidente in data 6 febbraio 2018, ha ufficialmente predisposto l’uso dell'applicazione informatica Whistleblower per l'acquisizione e la gestione, nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dalla normativa vigente, delle segnalazioni di illeciti da parte dei pubblici dipendenti
L'attività di vigilanza anticorruzione dell'Autorità si svolge ai sensi e nei limiti di quanto previsto dalla legge n. 190/2012, in un'ottica di prevenzione e non di repressione di singoli illeciti.
L'Autorità, qualora ritenga la segnalazione fondata nei termini chiariti dalla determinazione n. 6 del 28 aprile 2015 «Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower)», in un'ottica di prevenzione della corruzione, può avviare un'interlocuzione con il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) dell'Amministrazione oggetto di segnalazione o disporre l'invio della segnalazione alle istituzioni competenti, quali ad esempio l'Ispettorato per la Funzione Pubblica, la Corte dei conti, l'Autorità giudiziaria, la Guardia di Finanza.

L'ANAC in base alla normativa attualmente vigente:

  • NON tutela diritti e interessi individuali;
  • NON svolge attività di accertamento/soluzione di vicende soggettive e personali del segnalante, né può incidere, se non in via indiretta e mediata, sulle medesime;
  • NON può sostituirsi alle istituzioni competenti per materia;
  • NON fornisce rappresentanza legale o consulenza al segnalante;
  • NON si occupa delle segnalazioni provenienti da enti privati.

Registrando la segnalazione sul portale ANAC, si ottiene un codice identificativo univoco, ''key code'', da utilizzare per ''dialogare'' con ANAC e per essere costantemente informato sullo stato di lavorazione della segnalazione inviata. Il codice identificativo univoco della segnalazione va conservato, in quanto, in caso di smarrimento, lo stesso non potrà essere recuperato o duplicato in alcun modo. Grazie all'utilizzo di un protocollo di crittografia che garantisce il trasferimento di dati riservati, il codice identificativo univoco ottenuto a seguito della segnalazione registrata sul portale ANAC, consente al segnalante di ''dialogare'' con l’Autorità in modo anonimo e spersonalizzato.
L'utilizzo della piattaforma informatica garantisce anche una maggiore celerità di trattazione della segnalazione stessa, a garanzia di una più efficace tutela del whistleblower.

 

Normativa

Regolamento ANAC per la gestione delle segnalazioni

Linee guida in materia di whistleblowing (delibera ANAC 469/2021)